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martedì 16 ottobre 2012


Alba sicula                            di Giorgio Bongiorno (2012)

















Ti ho ritrovata come ti avevo lasciato
La stessa spada scintillante a trafiggere il mare 
Gli stessi raggi infuocati
Di quella antica grecità che senti scorrere 
Come il  sangue nelle vene
La stessa trasparenza di cristallo
Che riscalda l’aria
E te la fa amare
Come il  respiro dell'anima
Lo stesso profumo di zagara
La stessa luce
Lo  stesso struggente  manto d’azzurro
Increspato  di sottili spicchi di brezza
Lo stesso orizzonte infinito
Sfiorato dalle nuvole rade del mattino
Lo stesso
Gioioso lampo dei tuoi occhi 
Lo stesso dolce desiderio
Lo stesso 
Tenero sorriso
Che mi resta ancora  dentro
Senza il segno del tempo
Da quel lontano giorno  d’estate

lunedì 24 settembre 2012


Alba sul mare                di Giorgio Bongiorno (2012)


Ricordi quella spada di luce
Sul filo assonnato  del mare
Pareva che quell’istante dovesse
Durare oltre il confine del cielo
E quello sguardo
Dovesse trafiggere l’orizzonte
Chi potrà leggere
Un giorno qualsiasi 
La dolce  magia di quel risveglio
E quelle parole
Intense
Tinte di infinito
Mi giunge anche  l’eco di un suono lontano
Quasi una carezza
E sento
Distinto
Nel tepore del ricordo
Il lieve profumo della tua voce



La notte                                     di Giorgio Bongiorno (2012)


Quando il sole lascia adagio il profilo dei monti
L’anima recita l’ultima preghiera del giorno
E il bagliore va a calare su un orizzonte sconosciuto
Il mio sguardo si perde fra nuvole rosate
Traccia  discreto
In silenzio  
Linee sapide di sensazioni
Dipinge di fantasie
Colorate
I contorni sfumati del sogno
Amo danzare nel cielo come gli storni prima del tramonto
Sfiorare gli alberi come il sospiro vento  
Inseguire  un’immagine di luce
Insistente  
Accarezzare  quella chioma scomposta
Inondare di baci  il capriccio di quel sorriso
Perdermi nei meandri del desiderio  
Ricamarli di umana speranza
Da portare con me
Nel buio uguale della notte 



giovedì 8 settembre 2011















La voce del tramonto   di Giorgio Bongiorno (2011)

Tavolozza celeste
Di un dipinto struggente
Impressioni di colori del tramonto
Illuminati da un tocco sovrumano
Nuvole  del crepuscolo 
Che  accarezzano come preghiere  
I  grandi lecci di questa terra ferace
Vorrei disegnare nell’aria tutta la melodia
Del tuo sguardo dolce
E lanciare discreto
Le corde trepide del mio canto
Fra i profumi freschi della campagna
Affidare alla brezza e al silenzio della sera
Il mio sospiro più tenue
Per farti giungere un cenno
Di questo dono lucente
Di questo tiepido
Tenero pensiero
Oltre il bagliore di quella fiamma lontana
Che si va a nascondere nel cielo fino al prossimo prodigio dell’alba

La vela di Giorgio Bongiorno (2011)




Il mio giorno è il vento della vela
È il trepido sospiro dell’anima
È il dardo  che trafigge  
Questo solenne
Immortale   abbraccio
Di cielo e mare
Spira tenue
Nella fresca
Increspata armonia della sera
Una brezza serena  
Intreccia  il destino di questi colori  
Svanisce
Con  il fondale  delle illusioni  del mondo
Al sorgere della prima stella della notte
Ho chiesto aiuto alla gente
Per  scoprire insieme il mistero della vita
Ho navigato mete lontane
Esplorato gelide luci di ignoti orizzonti
Il cuore pieno di ingenua speranza
Ho inseguito la magia dell’approdo
Smarrito  nelle fragranze del golfo
Ho cercato  invano
Il  fascino  di questa bella favola
Fino a perdere
Piano
Il profilo distante della riva

domenica 24 luglio 2011

Stracci




Stracci

Come nel quadro sul camino
Pochi pezzi di tela
Lucidi
Colorati
Corrono i miei pensieri sul filo
Inarcato  dal vento di marzo
Mi chiedo se domani
Saranno
Ancora
Tutti là
Allineati al sole
Come se nulla fosse accaduto
Abbandonati
Bimbi intirizziti
E curiosi
Davanti alle macerie della loro casa
Accade anche oggi
Da qualche parte nel mondo
Qualcuno li vede
E raccoglie cocci d’anima
Gettati come 
Stracci
Andiamo ovunque 
Nomadi di questo inquieto millennio
Sognando di essere
Diversi
Forse migliori
Cerchiamo
Svolazzando come panni  distesi 
Nell’aria tiepida
Un angolo nascosto
Un breve cenno di vita 

martedì 12 luglio 2011

Veli


Fedele compagna del vento è la flessuosità del velo
Scopre discreta 
L’ardita spirale del tempo 
Accompagna nella danza 
Il prezioso scrigno del corpo
Come si fa dei pensieri 
Camminando fra i profumi del giardino 
Disegna 
Ardite geometrie del sentimento 
Nei solitari casali della memoria
Coglie fra le tenui ombre della vita 
Tracce intime
Celate 
Di rari desideri 
Gemme scolpite dal sogno 
Sfumano adagio nella nebbia del ricordo
L’insistente tormento della passione 
Gli anni felici del furore
Della speranza 
Avessi affidato all’amore
Quei frammenti gioiosi di esistenza
Il monile del sorriso 
L’intreccio dei miei capelli 
l’incanto del mio sguardo 
Il pegno antico della mia limpida giovinezza
L’estasi indimenticata di quegli amplessi 
Volerei oggi 
Felice con gli aironi fra le nuvole del cielo
E non chiederei più alla luce
Della mia terra 
Al mite tepore dell’alba 
Di riscaldare 
Questi ingenui 
Teneri riflessi dell’anima