Benvenuti ai pellegrini della parola.....

Parola come emozione, sentimento, ispirazione, sogno, visione, immagine......

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domenica 24 luglio 2011

Stracci




Stracci

Come nel quadro sul camino
Pochi pezzi di tela
Lucidi
Colorati
Corrono i miei pensieri sul filo
Inarcato  dal vento di marzo
Mi chiedo se domani
Saranno
Ancora
Tutti là
Allineati al sole
Come se nulla fosse accaduto
Abbandonati
Bimbi intirizziti
E curiosi
Davanti alle macerie della loro casa
Accade anche oggi
Da qualche parte nel mondo
Qualcuno li vede
E raccoglie cocci d’anima
Gettati come 
Stracci
Andiamo ovunque 
Nomadi di questo inquieto millennio
Sognando di essere
Diversi
Forse migliori
Cerchiamo
Svolazzando come panni  distesi 
Nell’aria tiepida
Un angolo nascosto
Un breve cenno di vita 

martedì 12 luglio 2011

Veli


Fedele compagna del vento è la flessuosità del velo
Scopre discreta 
L’ardita spirale del tempo 
Accompagna nella danza 
Il prezioso scrigno del corpo
Come si fa dei pensieri 
Camminando fra i profumi del giardino 
Disegna 
Ardite geometrie del sentimento 
Nei solitari casali della memoria
Coglie fra le tenui ombre della vita 
Tracce intime
Celate 
Di rari desideri 
Gemme scolpite dal sogno 
Sfumano adagio nella nebbia del ricordo
L’insistente tormento della passione 
Gli anni felici del furore
Della speranza 
Avessi affidato all’amore
Quei frammenti gioiosi di esistenza
Il monile del sorriso 
L’intreccio dei miei capelli 
l’incanto del mio sguardo 
Il pegno antico della mia limpida giovinezza
L’estasi indimenticata di quegli amplessi 
Volerei oggi 
Felice con gli aironi fra le nuvole del cielo
E non chiederei più alla luce
Della mia terra 
Al mite tepore dell’alba 
Di riscaldare 
Questi ingenui 
Teneri riflessi dell’anima

domenica 5 giugno 2011

Quante di queste notti




Quante di queste notti d'estate
ho trascorso
cercando le tue morbide carezze
il profumo del mare
gli umidi riflessi della battigia
il tenue respiro del tuo cielo
la delizia del tuo sorriso
il conforto dei tuoi silenzi
il lieve mormorio della brezza
il soffio prezioso della tua anima
l'eco della tua voce fra gli ulivi
la magica luce dei tuoi occhi
quante di
queste
notti d'estate

Il mio canto



Potessi spegnere  adagio il mio canto
Dietro il fugace orizzonte di questi attimi
Rapiti  alla corsa del tempo
Allineare parole di gioia prima del grande commiato  
Lasciare intatta
La fulgida  poesia delle cose
Disegnare
Germogli di speranza
Nella danza consueta  delle stagioni  
Riporre nell’angolo dei rimpianti
Le  corde strappate di questa povera lira
Scoprire
Con il tenace
Fiero  ardimento dell’esploratore
L ’antico solenne  rifugio del sogno
Sentire nell’aria sottile
Dietro il velo dei ricordi
Una ventata di tenere  emozioni
Accompagnare
Il mormorio delle fronde
Nel labirinto di  questo inutile clamore
Inebriarmi
Della brezza del  bosco
Altero esule dei miei pensieri
Poi salire
Sul crinale del monte
Fino a quella sorgente di luce
E di candido
Innocente  
Sublime silenzio 

sabato 9 aprile 2011

Spleen variation

Incontro a questa disperata  
Deserta   
Indifferente danza di solitudine
Spensierata gaiezza
Di uno spirito folletto
Arduo  mi sarà
Incrociare  quella velata malinconia
Compagna di veglie tutte uguali
Tregue di pallide emozioni
Intrecciate ai primi tepori dell’alba
Trascinate a forza sul sentiero della vita
In un galoppo affollato  di pensieri
Cacciati  nel fondo dell’anima
Toni smorzati  mescolati a echi rombanti
Tamburi di zoccoli impazienti
Riflessioni di attese monotone
Nella muta immobilità delle cose
Dolce rifugio di antiche favole
Di sogni incompiuti
Raccolti  in un angolo della mente
Troppo spesso respiri evanescenti
Ragnatele di speranza
Insistenti anafore senza risposta
Dolci carezze del vento
Come sottili coltri di neve al sole di primavera
Condividere con qualche errabondo viandante
Fantasmi di storie trascorse
Selvagge estasi addormentate  
Nella tenue
Eterea afflizione
Dell’opaca  leggerezza dell’essere
Testimoni di questa corsa senza fine
Lungo corridoi bui
Interminabili
Fra spente melodie di flauti
E ombre disperse nelle pieghe della notte
Dipingere episodi lontani nella memoria
Con le tinte immutabili dell’oblio
Ostinata furia di gemiti
Reclinati nel diletto ozioso di  
Macabri momenti di noia
Avvinghiati a spire di glicine
Lente prigioni vagabonde
Profumate tracce di colore
Diffuse nei labirinti
Impenetrabili di giardini
Abbandonati  alla polvere degli anni
Nel  sordo
Angoscioso  malessere del nulla
Che ne sarà di tutto questo solcare  
Tiranniche
Indistinte
Fugaci
Ingannevoli
Immortali
Ebbre
Trame di umana paura





domenica 20 marzo 2011

Roveto

Quel  cespuglio
Irto  di spine
Sul greto del torrente
Nel  sole infuocato del meriggio
Vecchi  episodi  di tormento
Giorni che avrei preferito dimenticare
Ore trascorse nel dubbio  
Frammenti intricati del mio  tempo
Petali di storie
Confuse  fra arbusti secchi
Distante nella memoria
L ’arabesco prezioso del giardino
Il ricamo di siepi
Dipinte dei colori della primavera
Ho letto nelle trame di quel disegno l’antico  sconforto dell’esilio
La opaca malinconia  del distacco
Il segno indelebile di tanti dolori
Di innocenti folate di desideri
Che hanno coperto il mio cammino
Come tappeti  profumati d’erba
Eppure intorno solo una distesa di neve
Tranquilla
Scintillante
La cantilena  di sillabe unite
Nell’armonia gremita dei pensieri
Ricordo di lontane
Giovani emozioni
Confortanti delizie  
Accenti di tenera follia
Dove i contorni sfumano e si annullano
Figure di volti che si perdono nel buio
Momenti di assoluta solitudine
Gelide
Immagini  che si susseguono nella mente
Audaci
Rincorse frenetiche
Mute e misteriose testimoni
Di questa calca di parole mai pronunciate
Trattenute a stento
Nella steppa illusoria del sogno
Invocazioni disperate
Serrate in gola  
Inondate
Di quel divino fascino
Del silenzio
Che spinge l’uomo
A inchinarsi in preghiera
Nella distesa senza fine
Delle  verdi pianure dell’anima


giovedì 10 marzo 2011

Il mio canto















Potessi spegnere  adagio il mio canto
Dietro il fugace orizzonte di questi attimi
Rapiti  alla corsa del tempo
Allineare parole di gioia prima del grande commiato  
Lasciare intatta
La fulgida  poesia delle cose
Disegnare
Germogli di speranza
Nella danza consueta  delle stagioni  
Riporre nell’angolo dei rimpianti
Le  corde strappate di questa povera lira
Scoprire
Con il tenace
Fiero  ardimento dell’esploratore
L ’antico solenne  rifugio del sogno
Sentire nell’aria sottile
Dietro il velo dei ricordi
Una ventata di tenere  emozioni
Accompagnare
Il mormorio delle fronde
Nel labirinto di  questo inutile clamore
Inebriarmi
Della brezza del  bosco
Altero esule dei miei pensieri
Poi salire
Sul crinale del monte
Fino a quella sorgente di luce
E di candido
Innocente  
Sublime silenzio