sabato 13 novembre 2010
Noce spoglio
lunedì 8 novembre 2010
Lo specchio
Aquile sopra casa
nel mio angolo di cielo
limpida cornice
di questo freddo giorno d'autunno
ali possenti
inviolate
danze magiche
nel prezioso scrigno degli angeli
ancelle di intrecci flessuosi nel vento
oltre i bianchi profili delle vette
come vorrei
poter dipingere
da artista improvvisato
questi colori sgargianti
questi silenziosi spazi
lasciare alla terra il peso di questo
mio fragile corpo
levarmi spavaldo con i tenui pensieri dell'anima
abbandonare tutti questi poveri rimpianti
stracci distesi su un lungo filo
ai bordi
del sentiero impervio della nostalgia
questa sete insoddisfatta di memorie
queste lontane grida giocose
ricordo antico di gioie bambine
questi lamenti soffocati
ancora intrisi di passione
cantare le lodi di questa celeste armonia
e volteggiare così libero
ai confini del tempo
in alto con le aquile
nell'aria sempre più tersa e sottile
Pareva fosse amore
venerdì 29 ottobre 2010
Autunno
lunedì 4 ottobre 2010
La siepe
Voleremo presto
Ai piedi del tramonto
In silenzio
Insieme ai gabbiani della sera
Scopriremo
Nella brezza profumata dei rovi
Sul profilo infuocato dell’orizzonte
L’inchino solenne dell’ignoto
Alla valle dei desideri
Il fascino di mondi inesplorati
Geografie smarrite
Di stelle solitarie
Sublimi qualità di spazi abbandonati
Sconfiggeremo
L’opaco grigiore della follia
Gli sconforti inesorabili
Della malinconia
Apriremo lo scrigno
Dei magici
Splendenti monili dell’anima
Delle carezze di misteri infiniti
Ancora intrisi
Del sacro vincolo della creazione
Nel tepore incantato del crepuscolo
Canteremo le lodi
Dell’eterno architetto della vita
Invocheremo la pietà
Del supremo scultore degli astri
E la nostra preghiera alata
Salirà sui fulgidi domini del cielo
Danzando
Con le nuvole rosate
Oltre la siepe del campo
domenica 3 ottobre 2010
Deserto

Sarà quello dell’anima
Il prossimo vero deserto
Sarà il destino di quella sabbia fine
Suolo senza seme
Lontano dai secoli della memoria
Macinato dalla frusta insistente dello scirocco
Inondato da lunghe notti di solitudine
Eco di una voce distante
Soffocata dal sole infuocato dell’inferno
A bruciare la pelle della coscienza
A riempire i nostri giorni
Saranno
Quei silenzi solenni
Sovrumani
La folle corsa verso l’ignaro confine del tempo
L’intreccio di sublimi geometrie
Sospese fra terra e cielo
Di ombre delicate ed austere
Inesorabili e mutevoli
Che accarezzano l’eterna monotonia delle dune
A farci dimenticare tutto della verde epopea della foresta
Del crepitio di cascate spumeggianti
Dell’intenso profumo degli alberi
Sarà l’icona di una palma solitaria
Unico smarrito monumento
Simbolo dell’umana sopravvivenza
Ad accompagnare il nostro trepido naufragio
A lenire il dolore cupo dell’abbandono
E quell’ora
Non lontana
Sarà la calca della grande fuga
Senza il respiro della speranza
In cerca del ristoro
Dell’oasi
Di quella sorgente
Arido rigagnolo di emozioni perdute
Appena sussurrate
Traccia affollata di grandi passioni
Di piccoli tormenti
Miraggio di teneri rimpianti
Visioni infrante negli opachi riverberi dello spirito
Inni di gioia limpida
Lasciati inerti ai bordi del cammino
E svaniti
Lentamente insieme alle note della vita
Sarà quello dell’anima
Il prossimo vero deserto





