Benvenuti ai pellegrini della parola.....

Parola come emozione, sentimento, ispirazione, sogno, visione, immagine......

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lunedì 8 novembre 2010

Pareva fosse amore

Pareva fosse amore
Quel lontano tramonto d’autunno
Sul molo ancora ebbro
Del tepore del giorno  
Quasi un ponte disteso  sulla piana increspata del mare
Sentivamo sulla pelle
Ancora calda  
La fragile carezza del vento
Nei nostri occhi vagabondi
L’incalzare minaccioso di quelle nuvole grigie
Accovacciate sul  profilo dell’orizzonte
Testimoni di parole vuote
Frammenti di espressioni
Indifferenti
A quel prezioso angolo di cielo
Difficile ricamare di gioia il crepuscolo
Così vicino al buio della sera
Ricordo le tue mani stringere forte
Quel brandello di vita  
E il  tuo vorace
Avvolgente sorriso
Catturare  l’ultimo volo dei cormorani della baia
Forse è la lente del tempo
A  tingere  di passione
Quei colori sbiaditi dalla memoria
Forse un poco di polvere
A sbiancare le barche della battigia
Forse lo spicchio limpido di luna
Compagno della notte  
Ancora racconta  quella storia
Pareva fosse amore


venerdì 29 ottobre 2010

Autunno



















L’ebbrezza
Infuocata dei colori dell’autunno
L’ultimo amore della terra
Prima del lungo letargo del bosco
Dietro casa  
Foglie ingiallite che si arrendono alla
Sferza della tramontana
Lamentoso mormorio che rompe
Il  silenzio del meriggio
Un’orchestra di luci
Di questo stanco sole d’ottobre
Che ti entra nell’anima
Note malinconiche di una ballata del tempo
La geometria di filari vuoti della collina
Qualche pampino sparuto  
L’odore di mosto fra le case
Le cime già bianche intorno
Le pietre ancora tiepide e mute
I canali secchi
La città che sembra dormire 
Inebriata di quiete intorno all’antico teatro
E forse la  voglia di rallentare questa corsa lacerante
E rientrare in sé stessi
Il grido dell’aquila affamata
Richiama gli ultimi fischi della montagna
Una nuvola di corvi impauriti
Volteggia insieme al tepore del crepuscolo
Si avvicina l’idea di vendetta
Del  prossimo scroscio di pioggia
Violento
Insistente
Uggioso
E del gelo sospeso nell’aria  
Come il disco nitido della luna
Dopo il tramonto che si avvicina

lunedì 4 ottobre 2010

La siepe








Voleremo presto
Ai piedi del tramonto
In silenzio
Insieme ai gabbiani della sera
Scopriremo
Nella brezza profumata dei rovi
Sul profilo infuocato dell’orizzonte
L’inchino solenne dell’ignoto
Alla valle dei desideri
Il fascino di mondi inesplorati
Geografie smarrite
Di stelle solitarie
Sublimi qualità di spazi abbandonati
Sconfiggeremo
L’opaco grigiore della follia
Gli sconforti inesorabili
Della malinconia
Apriremo lo scrigno
Dei magici
Splendenti monili dell’anima
Delle carezze di misteri infiniti
Ancora intrisi
Del sacro vincolo della creazione
Nel tepore incantato del crepuscolo
Canteremo le lodi
Dell’eterno architetto della vita
Invocheremo la pietà
Del supremo scultore degli astri
E la nostra preghiera alata
Salirà sui fulgidi domini del cielo
Danzando
Con le nuvole rosate
Oltre la siepe del campo


domenica 3 ottobre 2010

Deserto













Sarà quello dell’anima

Il prossimo vero deserto


Sarà il destino di quella sabbia fine

Suolo senza seme

Lontano dai secoli della memoria

Macinato dalla frusta insistente dello scirocco

Inondato da lunghe notti di solitudine

Eco di una voce distante

Soffocata dal sole infuocato dell’inferno

A bruciare la pelle della coscienza

A riempire i nostri giorni

Saranno

Quei silenzi solenni

Sovrumani

La folle corsa verso l’ignaro confine del tempo

L’intreccio di sublimi geometrie

Sospese fra terra e cielo

Di ombre delicate ed austere

Inesorabili e mutevoli

Che accarezzano l’eterna monotonia delle dune

A farci dimenticare tutto della verde epopea della foresta

Del crepitio di cascate spumeggianti

Dell’intenso profumo degli alberi

Sarà l’icona di una palma solitaria

Unico smarrito monumento

Simbolo dell’umana sopravvivenza

Ad accompagnare il nostro trepido naufragio

A lenire il dolore cupo dell’abbandono

E quell’ora

Non lontana

Sarà la calca della grande fuga

Senza il respiro della speranza

In cerca del ristoro

Dell’oasi

Di quella sorgente

Arido rigagnolo di emozioni perdute

Appena sussurrate

Traccia affollata di grandi passioni

Di piccoli tormenti

Miraggio di teneri rimpianti

Visioni infrante negli opachi riverberi dello spirito

Inni di gioia limpida

Lasciati inerti ai bordi del cammino

E svaniti

Lentamente insieme alle note della vita


Sarà quello dell’anima

Il prossimo vero deserto

sabato 25 settembre 2010

La casa sul mare


È l’insistente azzurro del mare

Che mi ha sempre affascinato

Il sublime incanto dell’aria tersa

L’amabile cantilena delle albe

Il coro infuocato dei tramonti

Quei colori struggenti

Irripetibili

La danza lenta di quelle vele spiegate

Quei navigli lontani

In viaggio verso misteri infiniti

Hanno invaso la mia canuta stagione

Amo questa terrazza che avvicina

L’anima mia sospesa

Sui solenni

Austeri pensieri

Al dominio degli angeli

E mi espone discreta

Ai riverberi arabescati

Dei raggi del sole

Indimenticabili visioni

Che sfiorano le mie giornate chiare

E accompagnano pazienti

Testimoni ignari della corsa del tempo

La preghiera fedele del vespero

Anche il magico firmamento

Delle lampare della sera

Accarezza

La consueta nenia dei ricordi

E punteggia di speranza

Il cielo sovrano della mia casa

Intanto i miei sogni

I miei desideri

Cullati dal mormorio della risacca

Si librano felici ai capricci del vento

Ondeggiano incerti

Insieme agli affetti più cari

Sulle ali distese dei gabbiani

E come foglie d’autunno

Si posano lievi sul lungo viale della vita

mercoledì 22 settembre 2010

Illusioni


Senza le illusioni non ci sarà quasi mai grandezza di pensieri, né forza, impeto e ardore d'animo, né grandi azioni che per lo più son pazzie.

Giacomo Leopardi




Orme lontane

Sprazzi di tenera follia

Creazioni fantastiche di un caleidoscopio

Di immagini piene di luce

Sullo schermo magico dei sensi

Frammenti di storie passate

Che si aggrappano alla memoria

Sogni di futuri incontri

Al limitare delle stelle

Scrosci di acqua limpida

Cascate spumeggianti

Incantesimi che durano un attimo

Bagliori di saette

Dirompenti ammonimenti

Che vibrano nel cielo

Il tempo di un battito di ciglia

Raggi di sole che si insinuano nel buio della notte

Pensieri d’amore

Dolci parole

Riflessi di emozioni

Che accarezzano il dominio dell’anima

E si perdono indifferenti

Nel deserto amaro della solitudine

Illusione

È lo specchio della passione

Il dolore del distacco

L ’angoscia dell’attesa

Il miraggio antico del desiderio

Il miracolo struggente della vita

La paura dell’infinito

Il mistero

Inviolato della morte

È l’insistente danza di un gabbiano infelice

Cullato dal respiro del vento

Intorno al porto della umana speranza

Foglie d'autunno






Queste foglie d’autunno

Ostinati presìdi della natura

Simboli antichi di divina potenza

Resistono impavide al mutare delle stagioni

Tingono di passione le chiome altere del querceto

Ultime fedeli ancelle del bosco

Si infiammano degli struggenti colori

Del fuoco dell’estate

Si librano leggere

E danzano tenui al primo vento

Cadono

Icone inerti del sogno immortale

Sul letto morbido della campagna

Coprono il sentiero umido della vita

Come le illusioni degli uomini

Nel magico dominio delle emozioni

Una dopo l’altra

L’ultima a morire

Insistente

Testarda testimone della corsa del tempo

Sfida le tempeste d’inverno

Resta attaccata al suo ramo

Fino al risveglio delle prime gemme

Come la speranza degli uomini

Nelle pieghe nascoste dell’anima